Per una PMI con una decina di caselle, una migrazione a Microsoft 365 fatta bene richiede in genere una o due settimane dalla preparazione al completamento, di cui il passaggio vero e proprio avviene in una notte o in un fine settimana. Il tempo non se ne va nella copia della posta: se ne va nella preparazione e nel controllo di quello che c’era prima.
Cosa determina davvero la durata
- Quantità di posta storica da trasferire e velocità della connessione.
- Da dove si parte: un altro servizio cloud si migra più in fretta di un vecchio server di posta in sede.
- Numero di caselle condivise, liste, alias e regole da ricostruire.
- Archivi PST sparsi sui singoli PC: sono la voce che allunga di più, perché vanno cercati uno per uno.
- Gestione del dominio e dei record DNS, con i tempi di propagazione da mettere in conto.
Le fasi che non si possono saltare
Analisi di caselle, spazi e regole esistenti. Preparazione di licenze, utenti e criteri di sicurezza. Prima copia della posta mentre il vecchio sistema continua a lavorare. Passaggio con il cambio DNS. Copia finale di ciò che è arrivato nel frattempo. Verifica su ogni postazione e sui telefoni.
Si ferma la posta?
No, se la migrazione è preparata: la posta viene copiata in anticipo e il passaggio finale sposta solo il flusso in arrivo. Le interruzioni percepite si contano in minuti, non in giorni. Quello che invece va messo in conto è un giorno o due di assestamento sulle postazioni: password da reinserire, firme e telefoni da riconfigurare.
L’errore che costa di più
Migrare la posta e fermarsi lì. Senza autenticazione a più fattori attiva, senza criteri sulle password e senza un backup dedicato delle caselle, ci si ritrova con gli stessi rischi di prima su un’infrastruttura nuova. Microsoft garantisce che il servizio funzioni, non che i tuoi dati siano recuperabili se qualcuno li cancella.
Come la gestiamo: migrazione a Microsoft 365. Sulla messa in sicurezza dopo il passaggio: sicurezza Microsoft 365 e OneDrive per aziende.